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La storia

Il Monastero di S. Nicola della Palma

Il monastero di S. Nicola della Palma nasce nell’anno 1060, all’epoca dell’Episcopato di Alfano I. La denominazione “della Palma” si deve alla chiesa che, nata nel secolo precedente, per volere del Principe Gisulfo I, esisteva proprio in quel luogo con il titolo di “S. Nicola alla Palma”. Tale nome deriva da un imponente cipresso che si ergeva nei pressi, il cui aspetto di maestosità ed ampiezza lo rendeva più affine alla famiglia delle palme che a quella delle conifere. Esso divenne simbolo di quel luogo, tanto che lo si ritrova effigiato anche al centro dello stemma conventuale.
Il convento venne detto anche subtus acquam perché attraversato da un rivo d’acqua chiamato di S. Leo che scaturiva da una sorgente ai piedi del monte, utilizzata per i bisogni della casa monastica e della parte alta della città.

Il monastero rimase di vocazione benedettina fino al 1407, quando per istanza della regina Margherita di Durazzo passò ai Frati Minori Osservanti di ordine francescano, che ampliarono le strutture verso ovest.
Nel 1575 il cenobio fu scelto come sede principale e capoluogo dei conventi dell’Osservanza nell’area della provincia minoritica di Principato Citra.
Nel 1639 i frati edificarono una grande infermeria per la cura dei religiosi vecchi e malati della provincia, dotata successivamente anche di una spezieria.
In un documento del 1693 si registra nel luogo abbondanza di acqua con sorgenti e rivoli in ogni parte del convento, in quantità tali da rifornire anche, con condutture sotterranee, i palazzi e le fontane pubbliche, infine è segnalata la presenza di piscine e fontane di acqua viva.
Il 29 giugno del 1811 il convento di San Nicola, per effetto del regio decreto del 1807, fu soppresso e alla fine del 1813 la chiesa fu aperta alla devozione pubblica; successivamente il monastero fu destinato a deposito di mendicità e ricovero di fanciulli orfani con il titolo di Reale Ospizio di S. Ferdinando, quindi, nel 1861, sarà intitolato a Umberto I.

La presenza di fonti sorgive nel pressi del monastero, la sua secondaria denominazione “subtus acquam”, l’impiego delle stesse per fini funzionali e curativi potrebbe far pensare ad un originario complesso termale, ipoteticamente con impianto di riscaldamento ad ipocausto. Tale struttura è ubicata ad est del chiostro, anteriormente alla struttura del convento che poggia proprio sulla copertura delle terme. Queste sono suddivise in tre ambienti che richiamano tipologicamente modelli bizantini, in particolare l’acqua fredda scorre direttamente dalla roccia ed è raccolta in una vasca. L’utilizzazione terapeutica delle acque e la diffusione della pratica della medicina costituiscono un forte richiamo alla Scuola Medica Salernitana ed all’attività da essa svolta, probabilmente proprio in quei luoghi, ipotesi che viene avvalorata dalla vicinanza geografica tra S. Nicola e i Giardini della Minerva, situati a sud-ovest e coltivati con erbe mediche sin dal XII sec.

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