La Fondazione Ebris è stata annoverata dal MiBACT tra i Luoghi del Contemporaneo, un progetto per la mappatura e la promozione della rete dei luoghi dell’arte contemporanea in Italia. Si tratta di un prestigioso riconoscimento per la Fondazione che, negli ultimi anni, ha cercato un trait d’union tra l’impegno scientifico e la sperimentazione estetica contemporanea.

Questo connubio tra scienza e arte, complice anche la meravigliosa sede storica, ha portato la Fondazione ad ospitare mostre di arte contemporanea, esposizioni di importanti artisti-ceramisti del territorio, rappresentazioni teatrali, convegni e presentazioni di libri, in collaborazione con la locale Soprintendenza e con le più interessanti realtà culturali della città.

Universi Eccentrici

di Danilo Mariani, a cura di Maria Giovanna Sessa (24 settembre 2016)
“Il processo di manipolazione plastica dell’artista tiene congiunti universi concettualmente distinti ma sostanzialmente inseparabili, in una vitale dinamica totalmente dedicata all’indagine e alla sperimentazione di nuove soluzioni creative che giunge alla costruzione di un proprio mondo oggettuale che rovescia, raccoglie ed altera il mondo conosciuto.” (M.G.S.,)

Naturalis Historia

di Deborah Napolitano a cura di Maria Giovanna Sessa (25 marzo 2017)
“La Napolitano, dunque, utilizza il suo alfabeto visivo per esprimere la sconvolgente deformazione operata dal progresso non soltanto sulla natura inanimata ma anche su quella animata, ovvero l’uomo e le sue profonde radici biologiche. La sua ricerca naturalistica, infatti, partendo dal mondo esterno giunge alla dimensione introspettiva e ne descrive l’esigenza sempre più urgente di emanciparsi dai condizionamenti di un ambiente ostile ed oppressivo che trasforma i tempi, corrompendo l’equilibrio tra uomo e natura.” (M.G.S.)

L’Iperuranio Cinetico

di Ferdinando Vassallo a cura di Maria Giovanna Sessa (11 maggio 2018)
“Vassallo indaga gli arcani rapporti con gli oggetti, da quelli preistorici a quelli dell’età contemporanea, simboli della misteriosa ritualità di universi oltremondani. Per l’artista sono essenziali il cambiamento, il movimento, la metamorfosi, perfino la morte, che devono dinamicamente produrre vita lungo un percorso logico e secondo una trasformazione di senso che conduce dal terrestre al cosmico.” (M.G.S.)