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Abstract

Il prof. Fasano ci spiega i fondamenti scientifici alla base della nuova tecnologia nei due nuovi vaccini per combattere il Covid-19 la cui somministrazione è stata autorizzata nelle ultime settimane.

I due vaccini, autorizzati con procedura di emergenza da parte della FDA (Food and Drug Administration, ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici), sono stati realizzati uno da Pfizer BioNTech, l’altro da MODERNA. Altri due saranno probabilmente autorizzati a fine gennaio 2021.

Il vaccino Pfizer è stato testato su persone di età pari o superiore a 16 anni, mente il vaccino Moderna è stato testato e approvato per persone di età pari o superiore a 18 anni. La popolazione pediatrica non è coinvolta.

A causa del ridotto numero di dosi a disposizione e per la tempistica richiesta dalla vaccinazione, la fascia di popolazione a cui sarà somministrato in questo momento è quella più a rischio: operatori sanitari, anziani e altre persone ad alto rischio di contagio. Per una copertura totale bisognerebbe invece arrivare a vaccinare almeno il 75% della popolazione.

Entrambi i vaccini applicano una recente tecnologia basata su RNA messaggero (mRNA). Generalmente i vaccini sono sviluppati impiegando microrganismi (virus) inattivati o depotenziati, come ad esempio per i vaccini per la poliomielite o il morbillo, in modo che il virus, una volta iniettato nel corpo umano, induca il sistema immunitario a produrre anticorpi contro questo nemico.

Nei nuovi vaccini invece, si usa l’mRNA che contiene l’informazione genetica specifica di una proteina virale (chiamata Spike) che il virus SARS-CoV-2 usa per legarsi alla cellula bersaglio ed iniziare così a riprodursi e a diffondersi. Una volta iniettato l’mRNA, e vale per entrambi i vaccini, il nostro corpo produrrà una risposta immunitaria non in grado di provocare la malattia perché rappresenta soltanto una piccola parte del virus.

L’mRNA è incapsulato all’interno di piccole sfere lipidiche (nanoparticelle) che lo proteggeranno dalla distruzione da parte dell’organismo ospitante.

Ciò costituisce un’altra differenza tra i due vaccini: la composizione delle sfere nel vaccino MODERNA non rende necessaria la sua conservazione a temperature estremamente basse, mentre la composizione di quelle nel vaccino Pfizer lo richiede.

Entrambi si sono rivelati entrambi estremamente efficaci. Per un’autorizzazione con procedura di emergenza, la FDA richiede almeno il 50% di efficacia ed invece ambedue i vaccini hanno mostrato un’efficacia superiore al 90% nella prevenzione del Covid-19 nei soggetti che si sono sottoposti al vaccino.

Sembrano essere un po’ meno efficaci nelle persone di età pari o superiore a 65 anni perché il sistema immunitario nei più giovani è più reattivo nel dare una risposta immunitaria.

Tutti e due i vaccini sembrano ridurre il rischio di grave malattia da Covid-19 anche se è presto per dire se prevengano anche le infezioni asintomatiche del SARS-CoV-2.

Ancora, entrambi i vaccini richiedono due dosi: una prima dose seguita da un richiamo. L’intervallo è di circa un mese (28 giorni) per MODERNA e tre settimane per Pfizer. Entrambi hanno mostrato alcuni effetti collaterali che hanno sollevato preoccupazione in molte persone.

Le reazioni che a volte si registrano dopo l’inoculazione di un normale vaccino sono segni di un sistema immunitario funzionante che produce una risposta contro un nemico. Anche questi vaccini rientrano nella categoria dei vaccini reattogeni.

Gli effetti collaterali più comuni sono: dolore nel sito di iniezione, affaticamento, mal di testa, dolore muscolare, dolore alle articolazioni. Alcuni hanno segnalato febbre.

Questi sono sintomi sono più comuni dopo la seconda dose, segno che il sistema immunitario sta entrando in azione. Tuttavia, le reazioni che hanno suscitato maggiore preoccupazione sono state le reazioni allergiche al vaccino Pfizer.

In realtà si è trattato solo di due casi, due soggetti con una storia clinica di gravi reazioni allergiche alle spalle.

Il prof. Fasano tranquillizza sulla sicurezza di questi due vaccini, perché estremamente ben tollerati ed estremamente efficaci, almeno come si evince dagli studi finora condotti. Sottolinea inoltre che, non contenendo glutine, quindi sono assolutamente sicuri anche per le persone affette da celiachia, per le quali risultano entrambi validi.

Il prof. Fasano invita inoltre ad avere ancora pazienza e aspettare per avere risposta alle domande a cui purtroppo la comunità scientifica non è in grado di rispondere in questo momento, come quelle sulla durata della protezione e sull’effettivo raggiungimento dell’immunità di gregge.

Essendo vaccini testati rapidamente, e i primi vaccini a RNA messaggero, non è ancora noto se questo vaccino garantirà una protezione breve, prolungata o permanente.

Una copertura immunitaria pressoché totale sarà un traguardo che potrà essere raggiunto solo quando questo vaccino sarà testato anche sulla popolazione pediatrica e verranno prodotte dosi sufficienti per vaccinare il 70% della popolazione mondiale.

Nel frattempo, ci ricorda il prof Fasano, indossiamo le nostre mascherine e manteniamo la distanza fisica come regole di vita e, naturalmente, continuiamo ad avere una corretta igiene delle mani.

Questi sono i tre pilastri che davvero sono stati in grado di minimizzare l’impatto in termini di morbilità e mortalità di questo virus.